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Fragole di Acconia

La Fragola di Acconia viene celebrata ogni anno nel mese di Giugno. L’intero paese si mobilita per l'organizzazione dell'evento che valorizza questo meraviglioso frutto. La manifestazione vuole presentare e far conoscere i prodotti derivati dalla sua trasformazione come gelati, granite, marmellate, frappé, dolci, macedonia, ecc.. .

Originaria delle Alpi, dove cresceva allo stato selvatico, la fragola (Fragaria vesca) veniva chiamata fragrans dai Romani, in omaggio al suo intenso profumo. Sulle tavole dell'antica Roma questo frutto compariva regolarmente in coincidenza con le feste in onore di Adone, alla morte del quale, come narra la leggenda, Venere pianse copiose lacrime, che, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole. Fino al XVII secolo, in Europa venivano coltivate piante di specie selvatiche autoctone (Fragaria vesca, Fragaria viridis, Fragraria moschata) e altre introdotte dall'America del Nord (Fragaria virginiano). Il contributo più importante alla coltivazione di questa specie lo fornì un ufficiale francese, che importò dal Cile le piante madri utilizzate come base per la costituzione dell'ibrido Fragaria per ananassa, a cui appartengono tutte le cultivar attualmente diffuse. La maturazione dei frutti delle fragole avviene da maggio a luglio, per le coltivazioni a campo aperto. La fragola fa aumentare la riserva alcalina e gode di azione dissetante, rinfrescante, diuretica, antiurica e depurativa. E' inoltre indicata per i sofferenti di reumatismi ed ipertensione (stimola, infatti, la produzione degli ormoni che rafforzano il sistema nervoso). In cosmesi si utilizza la polpa dei frutti per preparare maschere ad azione rassodante per pelli rugose; il succo, oltre a lenire le scottature solari, viene usato come ingrediente di composti ad azione schiarente, emoliente e rivitalizzante. Oltre al tradizionale consumo fresco, le fragole possono essere utilizzate in cucina per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, creme, marmellate e confetture. Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..

Citazione tratta da www.acconia.it

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